Osservatorio "Cloud Computing & Managed Services"

13 aprile 2010
Il 13 aprile 2010 a Milano si è tenuto l’ Osservatorio Cloud Computing & Managed Services di ANFoV.

Il Presidente ANFoV, Achille De Tommaso, ha aperto i lavori ricordando come i due temi Managed Services e Cloud Computing spesso si sovrappongano pur essendo al contempo ben distinti fra loro. Fatto salvo che la virtualizzazione di alcune applicazioni è ormai comunemente ritenuta una buona soluzione per diminuire i costi e implementare altri aspetti quali la sicurezza, la scalabilità e l’accesso da remoto ad una moltitudine di servizi, ci si chiede come mai questi servizi non siano ancora decollati in Italia. L’Osservatorio è stato organizzato con l’obiettivo di capire come si sta muovendo questo mercato dal punto di vista dei principali attori ed esperti del settore.

L’intervento di Daniela Rao, Vice Presidente di ANFoV e TLC Research Director di IDC Italia, ha fornito una panoramica del mercato in Europa e in Italia partendo dall’identificazione del business dei servizi di Cloud Computing. L’ambiente di Cloud Computing è una infrastruttura abilitante di primaria importanza per la fornitura e fruizione di servizi attraverso la rete internet (Public Cloud) o la rete aziendale (Private Cloud), con interfacce di integrazione basate sugli standard dei web services. Il mercato dei Cloud Services è costituito da software, servizi e applicazioni costruite per essere offerte ed erogate tramite web, con un modello one-to-many e pay-per- use. Nuovi modelli di offerta si stanno delineando per gli ICT provider: un primo passo verso l’offerta di Cloud Services è stata la predisposizione dei Managed Services, che rispondono alle esigenze di maggiore standardizzazione dei servizi di gestione delle reti e delle risorse ICT aziendali. Il mercato dei Managed Services (che nel 2009 ha registrato un volume pari a 3.700 milioni di euro in Italia) è costituito dai servizi di gestione delle infrastrutture e applicazioni ICT erogati da remoto e on-site, in base a modelli di offerta misti one-to-one e basati su canoni fissi mensili. Il successivo passo è rappresentato dall’offerta di Cloud Services, che si contraddistinguono per elevata scalabilità, virtualizzazione e condivisione di risorse.

I Cloud Services, pur registrando una marcata crescita (con una media dell’8-10% all’anno) non incideranno in modo significativo nel breve periodo sui mercati ICT tradizionali. Attualmente la spesa mondiale destinata ai Cloud Services risulta ancora contenuta (9%) e resta ancora marginale rispetto all’IT on premise. Solo dopo il 2012 la diffusione dei Cloud Services avrà un impatto significativo sui modelli di acquisto e sulla domanda delle imprese, anche se la spinta della domanda di servizi broadband, di incremento del download rate e di espansione di reti aziendali integrate voce dati è ormai sempre più evidente. Il processo di evoluzione dei modelli di acquisto di risorse IT delle imprese sarà anche nei prossimi anni caratterizzato da scelte ‘ibride’ con mix di componenti on premise e servizi erogati da remoto e fruiti online. La diffusione dei Cloud Services sarà legata anche ai prodotti e servizi che continueranno a risiedere presso la sede delle aziende clienti.
Network Service Providers risultano essere, sia in Italia che in Europa, i fornitori leader di Managed Services e saranno questi operatori a sfruttare il nuovo modello di offerta Cloud-based per intercettare nuovi clienti, soprattutto tra le PMI.

Nel corso del secondo intervento tenuto da Claudio Chiarenza, Planning, Marketing & Business Development Chief ITALTEL e Consigliere e Membro del Comitato Strategico ANFoV, è stato affrontato il tema dei Modelli di Business. Operativamente si prevede che entro i prossimi 2-5 anni questi servizi entreranno a far parte del piano di fornitura aziendale. In questo periodo sarà necessario consolidare la domanda e rendere più credibile l’offerta per poter infine entrare a regime industriale. Fondamentale sarà il cambio culturale senza il quale questa tipologia di servizi non potrà entrare a far parte delle realtà aziendali.
Flessibilità, elasticità, scalabilità, maggiore efficienza nell’utilizzo delle risorse interne sono tra i punti di forza del Cloud Computing. Non si può fare a meno di considerare alcuni punti di debolezza quali la presenza di SW già esistenti (problemi di legacy), gli investimenti IT fatti in passato, la sicurezza, le procedure interne e gli aspetti legali. Il principale paradigma abilitato dal Cloud Computing è la possibilità di rendere variabili i costi passando da una tipologia di buy-and-own a pay-as-you-go.
In questo processo di evoluzione è fondamentale per i service provider, attraverso risorse professionali esperte, affiancare i clienti nella gestione di fattori quali l’accessibilità, la complessità, la capacità di interconnessione fisica, logica e funzionale e sottolineare le opportunità che si presentano al cliente, quali la possibilità di focalizzarsi sul proprio core business (delegando la gestione IT), la virtualizzazione e la riduzione dei costi correlati all’effettivo utilizzo dei servizi.

Il terzo intervento dell’Osservatorio ha dato spazio alla testimonianza di un vendor leader sul mercato del Cloud Computing, SALESFORCE.COM. Giuseppe Bellino Roci, Field Account Executive di SALESFORCE.COM, ha cercato di dare una risposta ai due grandi interrogativi dell’Osservatorio: perché l’Enterprise Cloud Computing in Italia non ha ancora preso piede e come mai, in presenza di un’offerta consolidata, la domanda non è matura. I servizi di Cloud Computing offrono grandi potenzialità a tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni: la possibilità di orientarsi al proprio core business, l’architettura molto aperta, la riduzione del 46% del TCO, con un time-to-value immediato, la sicurezza dei dati, la scalabilità in tempo reale, per citarne solo alcune. Non solo è necessario un cambio culturale all’interno delle realtà aziendali, ma anche un diverso atteggiamento dell’IT che deve mettersi al servizio del business. Gli operatori e i vendor dovranno tener conto delle preferenze degli utenti, offrendo servizi Cloud semplici, basati sull’internet usage, in modo particolare strumenti di collaborazione e comunicazione come social network aziendali o e-mail e messaging.

Il quarto intervento dell’Osservatorio a cura di Paolo Sidoti, Executive Partner Communication & High Tech EALA Network Lead di ACCENTURE, ha affrontato il tema dei Managed Services in ambito mobile. L’industria delle TLC sta assistendo ad una trasformazione in cui i Managed Services rappresentano l’elemento catalizzatore. I Managed Services registrano un trend in crescita grazie ai benefici derivanti dalla gestione e dal risparmio sui costi, gli Hosted Services sono anch’essi attesi in crescita nei prossimi anni così come le Managed Operations, che rappresentano una parte rilevante del business. ACCENTURE ha sviluppato un portafoglio di Managed Services e Solutions che si basa sul pricing a transazione e la conoscenza dei segmenti industriali per poter sviluppare e proporre altri servizi alle aziende. Fondamentale in questa offerta è la collaborazione con operatori mobili, attraverso l’utilizzo di piattaforme gestite in service. In questo mercato i Managed Services con la possibilità di associarsi all’offerta di Cloud Computing rappresentano un elemento di accelerazione dei processi di vendita e trasformazione del settore TLC.

L’ultima presentazione dal titolo “Cloud Infrastructure Service: l’approccio di COLT al mondo Cloud” a cura di Dionigi Faccenda, Italy Directory Managed Services di COLT Telecom, ha fornito un’esperienza concreta di un operatore TLC nel settore dei Managed Services, che da anni fornisce servizi erogati da data center di qualità molto elevata. L’offerta COLT è consolidata, con una tecnologia già disponibile e un sistema di partnership molto forte. Dall’esperienza maturata nel contatto con la realtà industriale italiana, emerge che nonostante la maggior parte delle imprese stia effettivamente pensando a questi servizi, le resistenze interne sono enormi. Inoltre l’80% delle applicazioni sono proprietarie e locali e non tutte possono migrare nel Cloud Computing. Al di là di ogni concreta difficoltà, la prima barriera da abbattere resta quella culturale.

Il presidente ANFoV, Achille De Tommaso, ha concluso l’Osservatorio lasciando spazio ad alcune riflessioni e alle domande dei partecipanti.

Nino Catania, Direttore generale ANFoV, ha posto il quesito sul problema della privacy e della protezione dei dati nella gestione di queste nuove tipologie di applicazioni e servizi. Il problema legato alla sicurezza dei dati e alla gestione e protezione dei dati a volte sensibili da parte di terze parti effettivamente esiste, ma non sono state ancora sviluppate risposte concrete che verranno elaborate in futuro dall’Autorità delegata.

Fulvio Ananasso, Direttore di ISBUL presso AGCOM, ho posto un quesito sul tema della cultura digitale e della reale necessità di investimenti massicci in banda larga. Tutti i partecipanti hanno convenuto che il problema del digital divide non è unicamente legato alla questione della banda larga. Al di là della capillarità della banda è necessaria una tipologia di rete efficiente che permetta anche all’Italia di rimanere all’avanguardia e al passo con gli altri paesi europei. La banda è sicuramente uno degli elementi che favoriranno il superamento del digital divide, ma da sola non basta. E’ necessario uno sforzo comune nel fare cultura e innovazione, uno sforzo che coinvolga tutto il sistema Italia, le istituzioni, gli operatori TLC e IT e le imprese stesse.

Il presidente De Tommaso prendendo spunto dai temi trattati nel corso dell’Osservatorio ha espresso alcune riflessioni sulle possibilità di sviluppo di questo mercato e sulle opportunità di applicazioni innovative quali il Cloud Computing per le realtà industriali italiane, incluse le PMI. Fondamentale resta la necessità di disporre di una rete accessibile da tutti per ridurre il digital divide e favorire lo sviluppo di applicazioni di Cloud Computing, anche laddove la rete possa sembrare meno utile. L’evoluzione di questi servizi ha fatto sì che una convergenza tra IT e TLC sia effettivamente avvenuta trasformando di fatto gli operatori TLC in service provider. Managed Services e Cloud Services rappresentano la vera evoluzione degli operatori di TLC grazie al fatto che gestiscono la rete, pur rimanendo quest’ultima un elemento di debolezza.
Nell’approccio diretto con le aziende è fondamentale sottolineare i benefici che si profilano con l’adozione delle applicazioni di Cloud Computing, primi fra tutti i risparmi sui costi associati per esempio ai server on premise (costi di manutenzione, logistica, elettricità) o sui costi delle licenze e della loro gestione, senza dimenticare alcuni timori espressi dalle aziende legati alle infrastrutture IT esistenti in azienda, alla non capacità di gestire le transizioni, all’offerta di operatori non affidabili.

Il presidente De Tommaso ha concluso i lavori sottolineando l’importanza di questo Osservatorio che insieme all’Osservatorio sull’NGN rappresenta uno dei temi di discussione più importanti e attuali. L’aggiornamento periodico e costante su questi ed altri temi rappresenta l’impegno di ANFoV nei confronti dei suoi associati e dei principali attori dei settori della comunicazione.




documenti consultabili:
Cloud Computing & Managed Services in Europa e in Italia
di Daniela Rao, TLC Research Director IDC ITALIA, VP ANFoV
Il Cloud Computing: Modelli di Business
di Claudio Chiarenza, Planning, Marketing & Business Development Chief ITALTEL e Consigliere e Membro del Comitato Strategico ANFoV
Welcome to the Real Time Cloud
di Giuseppe Bellino Roci, Field Account Executive di SALESFORCE.COM
Managed Services as the Key Catalyst of the Communications Industry Transformation
di Paolo Sidoti, Accenture Communication & High Tech, EALA Network Lead
Cloud Infrastructure Service: l’approccio di COLT al mondo Cloud
di Dionigi Faccenda, Italy Directory Managed Services di COLT Telecom
25 maggio 2011
Il 25 maggio, si è tenuto a Milano l’Osservatorio ANFoV sul tema “Cloud Computing & Managed Services”. Al dibattito, introdotto da Italtel e IDC, hanno partecipato Akamai, Google, Ipanema, Oracle, CA Technologies, NetConsulting.

Cloud Computing: a che punto siamo?

Il tema è stato introdotto da Claudio Chiarenza, Chief Strategy Officer ITALTEL, Responsabile dell’Osservatorio e Membro del Consiglio di Direzione e del Comitato Strategico ANFoV.

Daniela Rao, Corresponsabile dell’Osservatorio e Vicepresidente ANFoV, TLC Research Director di IDC Italia, ha presentato i risultati di un lavoro di ricerca di IDC su “I principali trend di mercato in Europa e in Italia”.
Rao ha fornito una serie di dati aggiornati sui mercati italiano ed europeo, ma ha soprattutto posto l’attenzione sulla complessità e sulle numerose contraddizioni che ancora caratterizzano il cloud computing. Tra gli operatori nascono molti nuovi servizi, mentre la domanda è ancora poco consapevole e addirittura non correttamente e completamente informata riguardo alle caratteristiche e alle implicazioni dell’offerta che viene proposta.

Il cloud computing è poco più del 4% dell’IT nel mondo e dovrebbe arrivare al 9-10% nei prossimi quattro anni. In Europa, il mercato vale circa 3800 milioni di euro a fine 2010, in forte crescita come sempre avviene nelle fasi iniziali. In Italia, IDC valuta un mercato di 204 milioni di euro che arriverà a 671 nel 2014.
Se si osserva più in dettaglio che cosa le aziende indicano in questa voce, tuttavia, appare chiaro che la distinzione tra cloud computing e managed services è molto labile. A dispetto dell’etichetta, non si tratta di un’infrastruttura completamente virtualizzata, standardizzata e modulare. Le stesse modalità contrattuali sono molto vicine a quelle del mondo del licensing.

Al di là delle definizioni, è importante capire che cosa i clienti si aspettino quando pensano al cloud. Secondo la ricerca IDC, la localizzazione non è importante, le applicazioni devono essere browser-based e bisogna superare la necessità di ricorrere a competenze specialistiche. Si sta chiaramente andando verso la definizione di nuovi SLA ed è richiesto che l’offerta passi dal ruolo di vendor a quello di advisor. Il mercato del cloud computing, come tutto l’ICT sta vivendo una trasformazione continua, dettata dalla necessità degli utenti di ottimizzare le risorse e dall’enorme pressione sui budget.

Nella successiva presentazione, Claudio Chiarenza ha ricordato come si sia ormai giunti al terzo anno dell’osservatorio e sia quindi possibile tirare qualche somma su questo mercato.
La richiesta di scalabilità e la virtualizzazione da un lato, e l’attesa di minori costi, più sicurezza e qualità del servizio dall’altro, definiscono la domanda, che peraltro ha sempre molte incertezze ad adattare le strutture. Dal lato dell’offerta nascono alleanze e partnership per giocare al meglio i vari ruoli che vengono richiesti. In generale è ormai consolidato il concetto di “IT as a service” in un sistema che sempre più deve andare verso l’utenza ed essere in sintonia con l’ecosistema. E’ definitivamente tramontato il tempo in cui l’IT imponeva le sue regole. Già ora, e ancor più in futuro, dovrà essere in sintonia con gli obiettivi delle aziende a cui si rivolge.
Come successivi spunti per la discussione, Chiarenza ha anche ricordato l’importanza del cloud ibrido, che si aggiunge significativamente alle soluzioni di cloud privato e pubblico. Infine, parlando di prospettive del cloud computing, non si può dimenticare l’aspetto normativo. E’ necessario tranquillizzare il cliente sulla protezione dei dati, contando su un quadro giuridico che consenta i necessari livelli di privacy.

Luca Giuratrabocchetta, Country Manager, Google Enterprise ha illustrato come Google si sia avvalsa della forza della sua piattaforma e della sua esperienza nei servizi consumer per potenziare l’offerta verso le aziende. Anche in ambito aziendale, ci sono dei servizi che possono migrare verso il cloud pubblico, senza pregiudizi per la sicurezza e con notevoli risparmi sui costi, soprattutto per le piccole imprese. L’esperienza dimostra anche come queste aperture verso gli strumenti di collaborazione, e quindi di condivisione della conoscenza, abbiano ricadute positive sulla capacità di innovazione. Chiaramente, la valutazione deve essere fatta applicativo per applicativo, con attenzione all’integrazione con l’esistente e, soprattutto, garantendo l’indipendenza dal tipo di device utilizzato. La visione di Google rispetto al cloud, quindi, è che sia un mercato ancora iniziale ma con grandi possibilità, purché la strategia sia chiara e l’integrazione sia il filo conduttore delle scelte.

Giustino Longo, Senior Director, Oracle Consulting South Western Europe ha presentato la strategia di Oracle per il cloud, che parte dall’analisi di che cosa il cliente ha in mente quando chiede il cloud. Esigenze e motivazioni sono molto variegate, soprattutto in relazione alla dimensione dell’azienda, e così sono le scelte tra cloud pubblico, privato o ibrido. Per tutti, c’è attenzione crescente ai costi e all’evoluzione dl mercato. L’offerta di Oracle è al contempo ampia e focalizzata e comprende tutte gli elementi tipici della sua offerta. Oracle ritiene che la strategia di adozione del cloud computing richieda la massima attenzione all’architettura e un approccio sistemico perché sia l’architettura sia le tecnologie dovranno evolvere. La definizione di una roadmap che guidi la strategia è un punto fondamentale. Longo ha presentato anche un’interessante esperienza realizzata con Crédit Suisse, esemplare per quanto riguarda l’adozione di un modello con un forte accento sulla riduzione dei costi e sulla standardizzazione. Individuare correttamente il business case e gli elementi che determinano il RoI è fondamentale per guidare correttamente le scelte.

Pierpaolo Lanati, Country Manager Italia di Ipanema Technologies ha illustrato come Ipanema affronta il controllo e il monitoraggio della rete sotto forma di managed services, con un approccio metodologico completo per fronteggiare la complessità delle Reti e la molteplicità delle applicazioni che vengono fruite attraverso di esse. Anche Lanati ha rilevato la crescente convergenza nell’uso degli strumenti di interazione, come ad esempio Facebook, che sono contemporaneamente modi di intrattenimento potenti e flessibili strumenti di lavoro. In questo contesto, è necessario affrontate il problema di come garantire i livelli di servizio, come gestire in modo ottimale la rete e come ottenere la visibilità necessaria sulle performance delle applicazioni. L’approccio adottato è di censire applicazioni, misurare le performance e individuare le priorità. Un altro tema critico è l’ottimizzazione dei costi della wan e l’utilizzo efficiente delle reti ibride. Anche Ipanema riconosce l’allineamento con il business aziendale come il tema dominante nello scenario attuale dell’evoluzione dell’IT. Veronica Galbiati, Partners Channel Manager di Ipanema ha presentato un caso di studio su SGS, azienda internazionale che opera nei settori del controllo qualità e della certificazione, che ha adottato una piattaforma Ipanema in forma di cloud privato, con gli obiettivi di ottenere visibilità completa e gestione proattiva della rete, garantire le applicazioni critiche per il business e ottenere risparmi di gestione. Dopo aver adottato una soluzione globale e integrata, i risultati si possono riassumere in: SLA mantenuti al 99% per tutte le applicazioni critiche, 80% di miglioramento nel fault management, 100% di controllo della performance.

Rodolfo D’Agostino, Senior Solutions Engineer di Akamai Technologies ha presentato l’azienda e la sua attività, incentrata su un sistema per l’erogazione dei contenuti statici e dinamici via internet con una piattaforma che conta a oggi oltre 77.000 server in più di 70 paesi e oltre 1.000 reti e che serve tra il 15 e il 30 percento del traffico web mondiale. L’obiettivo è di assicurare velocità nel servizio, capacità di gestire aumenti consistenti del traffico senza la necessità di investimenti preventivi, garantire l’affidabilità del servizio erogato con una particolare attenzione alle tematiche di sicurezza in caso di attacchi o di tentativi di uso fraudolento, sia tramite attacchi di Denial of Service o volti a sfruttare vulnerabilità applicative. La diffusione imponente di questa modalità di gestione, ancorché dietro le quinte e spesso del tutto ignota all’utente, dimostra come questa accezione dei servizi cloud abbia già di fatto permeato la rete.

L’osservatorio è terminato con una tavola rotonda presieduta da Mauro Solimene, Country Manager di CA Technologies. Sollecitati sul tema del giorno ”a che punto è il cloud computing”, i partecipanti hanno convenuto che sicuramente sì, il trend è segnato sia da parte dell’offerta sia della domanda. Da più parti è stata affermata la rilevanza dell’infrastruttura che deve supportare un’offerta di questo tipo, unitamente alla sicurezza e all’importanza della governance. Dal lato dell’offerta, inoltre, è altrettanto importante la capacità di combinare i vari elementi nel modo che meglio risponde alle esigenze del cliente. Il vice presidente di ANFoV, Roberto Azzano, Project Manager di NetConsulting, ha infine ricordato come il vero volano per questo mercato in Italia sarà costituito dalla piena accettazione e adozione da parte delle PMI.




documenti consultabili:
Cloud Computing: dinamiche di mercato e nuovi scenari
di Daniela Rao, IDC Italia
Innovare attraverso il Cloud: dalla nuvola ai case studies
di Claudio Chiarenza, Chief Strategy Officer
La strategia Oracle per il Cloud Computing e un caso reale di adozione
di Giustino Longo, Oracle Consulting South Western Europe
WAN Governance
di Pierpaolo Lanati, Ipanema Technologies
IPANEMA @ SGS
di Veronica Galbiati, Ipanema Technologies
Being in the cloud means being secure?
The Akamai approach to security

di Rodolfo D’Agostino, Akamai Technologies
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