Osservatorio DTT e Sistema radiotelevisivo locale

Si tratta del sostanziale "restyling" di un Osservatorio che era operativo in ANFoV sin dal 2002 e che aveva ad oggetto le tematiche di sviluppo della tecnologia digitale terrestre nel sistema televisivo italiano, di cui ha seguito con intensa attenzione e partecipazione le fasi importanti del decollo, i mutamenti di scenario conseguenti, le fasi di sperimentazione succedutesi ed i progetti applicativi, fino al monitoraggio delle varie fasi e problematiche di switch-off dalla televisione di tipo analogico.
In oggi, l'avvento diffuso ed a regime della DTT denuncia problematiche attinenti all'applicazione estesa dei principi normativi della concorrenza ed alla valutazione ed abilitazione dei contenuti, ed esige altresì, parallelamente, un'attenta ulteriore analisi degli impatti, anch'essi di tipo "concorrenziale", sul sistema televisivo locale, che l'Osservatorio ANFoV ritiene di dover continuare a seguire, proponendo i confronti e le soluzioni che sono tipiche del suo tradizionale modus operandi.

10 giugno 2010
Come da calendario, si è tenuta in ANFoV il giorno 10 giugno 2010 una nuova edizione dell’Osservatorio “DTT e Sistema radiotelevisivo locale”.

Sono stati affrontati, in apertura dei lavori, i temi di maggiore attualità indotti dall’avvento della DTT, rilevando gli elementi di novità portati dalla crescita dei prodotti televisivi registrata sul complessivo nuovo mercato e, in particolare, i cambiamenti che la nuova offerta sta portando nelle abitudini di consumo televisivo.

Sul lato utenza il cambiamento è stato registrato come un passaggio riuscito, mentre sono registrati come tuttora aperti i problemi riguardanti la numerazione dei canali ed il piano delle frequenze.

Una sintesi dei dati disponibili sulla diffusione del DTT in Italia è stata presentata da DGTVi (si veda il resoconto dei lavori riservato alle aziende associate).

Di fronte a dati di sviluppo di ineccepibile positività, è stata riconosciuta qualche pecca nella comunicazione al pubblico, sia riguardo ai contenuti della nuova offerta, sia riguardo agli aspetti tecnici. In particolare, non è stata spiegata agli utenti l’importanza della qualità tecnica dei ricevitori. Il risultato è che i prodotti di fascia bassa, i cosiddetti zapper, sono circa un terzo del parco totale. Si tratta di dispositivi che non sono in grado di garantire gli standard di prestazione dei prodotti di migliore qualità.

Sul fronte dell’offerta sono in atto grandi cambiamenti, sarà necessario valorizzare meglio i canali specializzati che possono consentire di profilare meglio l’offerta e quindi di ottenere migliori ritorni economici dagli investimenti pubblicitari.

L’aspetto più importante, però, è definire con certezza la LCN, la numerazione dei canali, e il piano delle frequenze.
L’associazione delle TV locali ha denunciato al riguardo incertezze e “cambiamenti in corsa” che hanno causato danni ai broadcaster, soprattutto a quelli locali.
E’ stata anche sottolineata la difficoltà per i nuovi entranti, in particolare per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria.
Questi operatori dovranno lavorare sugli aspetti distintivi rispetto alle TV generaliste, per identificare strategie vincenti verso il pubblico di riferimento.

La Rai ha presentato un quadro molto positivo di come la TV generalista ha retto il passaggio al DTT. Il timore che la nuova offerta cannibalizzasse la TV generalista non era fondato, il mercato evidentemente non era saturo e la platea TV nel suo complesso è aumentata. Dopo qualche difficoltà iniziale a raccapezzarsi, il pubblico ha approfittato della disponibilità dei nuovi canali: RAI generalista ha perso meno di due punti di share, ampiamente compensati tuttavia dalla crescita dei canali specialistici, film, fiction e canali per bambini prima di tutto.

Per contrapposto, è stato avanzato tuttavia il dubbio che la DTT possa essere la tomba dell’emittenza locale.

L’associazione di categoria, durante lo svolgimento dei lavori, ha esternato preoccupazioni serie per come sta avvenendo il passaggio al DTT.
Il DTT avrebbe fin qui molto penalizzato l’emittenza locale, a causa dei ritardi e delle incertezze nell’assegnazione delle frequenze e nella definizione della numerazione, non ritenendosi accettabile e ritenendosi comunque non praticabile la coabitazione forzata che deriverebbe dalla condivisione dei Mux, prospettiva che è stata invece presentata come possibile nello scenario attuale.
In un quadro già difficile, per il calo della pubblicità e per l’impegno in tecnologia e risorse, questa incertezza regolatoria potrebbe rivelarsi letale per molte emittenti di piccola dimensione.

L’associazione ANFoV, per bocca del suo presidente che ha concluso i lavori, ha affermato l’importanza di definire modelli di business a supporto dell’offerta TV e ha garantito il proprio supporto alla non discriminazione nell’assegnazione delle frequenze verso i piccoli operatori.

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